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Vogliamo una città da fiaba

Per ragioni di dimensioni (si tratta di file di diversi MB) e di layout (è in formato A3), possiamo farti scaricare solo l'introduzione [pdf 502 KB] Nelle pagine dedicate alle singole azioni sono però presenti tutte le tavole di riferimento (attenzione al peso). Tutti i documenti sono in formato pdf.

Piano di Governo del Territorio del Comune di Como [2009]

Il contributo di Città Possibile

Suggerimenti e proposte de La Città Possibile Como al redigendo Piano di Governo del Territorio del Comune di Como, ai sensi dell’articolo 13, c. 2, della legge regionale n. 12 del 2005.

Quello che segue è il testo del documento protocollato il 28 settembre 2009 presso il Comune di Como.

VOGLIAMO UNA CITTÀ DA FIABA: E LA VOGLIAMO ADESSO!

Sono quattordici anni che esistiamo. Ormai siamo grandi. Un po’ ingombranti, come tutti gli adolescenti, a volte polemici, ma mai banali. In questi anni abbiamo fatto molto: anche a Como. Cose concrete e cose sognate. Adesso voi state scrivendo il Piano di Governo del Territorio, lo strumento che governerà questa città per i prossimi anni. Noi abbiamo delle idee. Voi avete gli strumenti. Può uscirne qualche cosa di buono. Vedete cosa potete trarne, ma fate in fretta. Le prossime generazioni potrebbero avere meno pazienza e tempo delle nostre.

POS | SÌ | BI | LE (agg., s.m.)

Secondo il dizionario di Tullio De Mauro, il lemma pos|sì|bi|leindica qualche cosa che può accadere, che si può verificare. Possibile può anche essere utilizzato per esprimere stupore, incredulità o, anche, disappunto, riprovazione («Non ha ancora telefonato» «P.?», p. che tu non abbia ancora capito?; non è p.!, ma non è p.!) oppure per negare o porre in dubbio un fatto o, anche, per esprimere disappunto, riprovazione, stizza, («Lo hanno bocciato di nuovo» «Ma non è p.!»). Possibile non è, tuttavia, soltanto qualche cosa che potrebbe accadere, ma anche un evento che esiste in potenza, che è potenziale e destinato a divenire (la sfera del p.). Ecco: la Città Possibile esprime proprio questo. Ci sono alcune azioni di miglioramento della qualità della vita che noi crediamo non appartengano alla sfera del eventuale, ma a quella del reale, di ciò che è nella nostra disponibilità realizzare. Vogliamo che queste cose avvengano qui, ora. Non c’è più tempo per aspettare.

IL PGT DEL COMUNE DI COMO ...

Il Comune di Como ha (ri)avviato il procedimento di adeguamento del Piano regolatore generale vigente al Piano di governo del territorio, che dovrà essere definitivamente approvato entro il 31 marzo del 2010. Il Comune ha altresì fissato al 28 agosto 2009 (poi al 28 settembre 2009) il termine per presentare suggerimenti e proposte. Non si tratta delle canoniche osservazioni al Piano adottato: qui non c’è (o non dovrebbe esserci) alcun piano da osservare. Per questo motivo il contenuto dei ^suggerimenti^ e delle ^proposte^ non è in alcun modo vincolato. Vogliamo parlare di libro dei sogni? Va benissimo, ma – come vedrete - i nostri sono concretissimi.

... E LA PARTECIPAZIONE SECONDO LA REGIONE LOMBARDIA

Secondo la legge regionale per il Governo del Territorio [l.r. n.12 del 2005], i piani che compongono il governo del territorio “si uniformano al criterio della sostenibilità, intesa come la garanzia di uguale possibilità di crescita del benessere dei cittadini e di salvaguardia dei diritti delle future generazioni” (comma 3) e il governo del territorio si caratterizza per:

a) la pubblicità e la trasparenza delle attività che conducono alla formazione degli strumenti;

b) la partecipazione diffusa dei cittadini e delle loro associazioni;

c) la possibile integrazione dei contenuti della pianificazione da parte dei privati (comma 5).

Siccome l’articolo 13 consente a chiunque, nella fase preliminare di redazione del Piano di Governo del Territorio, di presentare suggerimenti e proposte, anche per la tutela di interessi diffusi, eccoci qui a mettere, come si dice, le mani avanti, proponendo idee e progetti tesi al miglioramento della qualità della vita a Como, nella speranza che l’A.C. li faccia propri calandoli nel proprio DNA (leggi PGT).

ABBIAMO TRE PROPOSTE

Qualche tempo fa abbiamo lanciato sul nostro sito cinque azioni per migliorare, da subito, la qualità della vita a Como. Cinque piccole mosse che non richiedono grandi risorse ma soltanto un impegno forte e, soprattutto, la convinzione che le cose possano cambiare. Per noi, per i nostri figli, per tutti. Ne abbiamo inizialmente individuate due: qui ne aggiungiamo un e arriviamo a tre. Parliamo di Piste Ciclabili, Parco della Valle del Cosia e Lavatoi.

[1] INTERVENTI A FAVORE DELLA MOBILITA' CICLISTICA

Con la prima azione sfatiamo un mito: basta dire che Como non è una città per le biciclette. Un alibi per cervelli pigri, forse influenzati dalle colline che chiudono questa convalle. Senza andare sui pianeti Svizzera, Olanda o Germania, perché non fare un salto a Nizza, una città di 350.000 abitanti che, nonostante un traffico caotico, in pochissimo tempo ha realizzato un sistema di piste ciclabili tra i più diffusi? Non potendo spostare gli edifici, hanno semplicemente scelto di diminuire la larghezza delle corsie per le autovetture, riducendo così gli incidenti e ricavando spazi protetti per i ciclisti. E, per favore, non diteci che Nizza è pianeggiante (P.S. Se avete tempo, date un’occhiata alle tavole che alleghiamo alla prima azione: la pappa è servita …

[2] ISTITUZIONE DEL PARCO DELLA VALLE DEL COSIA

Con la seconda azione chiediamo di riconoscere quello che già esiste: uno straordinario ecosistema, sino ad oggi preservatosi dalla diffusione urbana e memoria delle popolazioni che hanno vissuto a cavallo tra Como e l’Erbese. Possiamo (potete) lasciare che le cose facciano loro corso, consentendo villette e orrendi mini condomini con la scusa della necessità di recuperare soldi per le esauste casse comunali. Oppure potete fare due passi lungo la Linea del Tram, godervi il paesaggio e infine decidere che forse vale la pena intervenire prima che sia troppo tardi. A voi la scelta.

[3] VALORIZZAZIONE DEL SISTEMA DEI LAVATOI COMASCHI

Con la terza azione vi suggeriamo di tutelare una delle più straordinarie memorie storiche di questa città, i lavatoi, perché si trasformi in un sistema di venticinque caratteristici punti di informazione ed educazione ambientale sul tema dell’acqua, del verde fruibile e della memoria dei luoghi. Li abbiano censiti, mappati e elencati. Non chiediamo di tutelarli (questo è ovvio) ma di valorizzarli. Noi pensiamo che sia il momento di smettere di lamentarsi del pericolo della città - dormitorio - periferia - di - Milano, mettendo in evidenza quello che ci distingue da una periferia indistinta. Potrebbe essere il primo passo.

ADESSO O MAI PIÙ!

Ma attenzione: adesso o mai più! Quello che ci aspetta non è la semplice messa a nuovo del Piano Regolatore, ma uno strumento tutto nuovo, nei principi come nelle metodologie. La legge regionale n. 12 conclude infatti, definitivamente, il processo di investitura delle amministrazioni locali in materia di pianificazione territoriale. Si tratta di un processo che viene da lontano, dalle deleghe alle regioni degli anni settanta, conclusosi con le modifiche all’art. 117 della Costituzione. Nel momento in cui ogni comunità è artefice del proprio destino, pare ovvio chiedere ai soggetti decisori una attenzione quasi drammatica agli esiti delle scelte nei confronti dei soggetti che la compongono: nati come non nati, vissuti come ancora da venire. Questa legge, proprio per le potenzialità che contiene e le deleghe che assegna senza possibilità di revoca, chiede quindi a tutti un moto d’orgoglio. Ce la faremo? Anzi, ce la farete?

Ines Angelillo
Alberto Bracchi
Marco Castiglioni
Danilo Lillia
Cesara Pavone
Beppe Reynaud
Cecilia Rusconi
Lorenzo Spallino

con il contributo di

Igor Fasola
Valentina Rosso
Danilo Scoccianti


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::: pagina aggiornata venerdì, 30 settembre 2011